Poeta epico greco (VIII-VII sec. a.C.).
La biografia di Omero è leggendaria e contraddittoria: ne sapevano poco
già gli antichi, che ritenevano fosse vissuto ai tempi della guerra di
Troia (sec. XII a.C.) oppure nei secc. IX o VII; Chio, Smirne, Atene, Argo,
Salamina, Rodi, Colofone se ne contesero i natali; diffusi erano i dati della
cecità e della professione di cantore. La sua condizione sociale non
doveva essere elevata: le similitudini dei suoi poemi, tratte prevalentemente
dai costumi umili del popolo e dalla osservazione assidua delle abitudini degli
animali e degli uccelli, sembrano indicare origini modeste. I poemi omerici
non descrivono la civiltà micenea come contemporanea, ma la rievocano
in forma leggendaria: l'uso della falange, lo scudo di Agamennone e alcuni riferimenti
archeologici sembrano datare l'Iliade non anteriormente al sec. VIII
a.C. Nell'antichità l'Iliade e l'Odissea furono molto
note e ammirate ed esercitarono una profonda influenza letteraria; fornirono
anche il testo base per l'educazione scolastica. Entrambi i poemi, esaltazione
dei valori eroici, sono redatti con una tecnica compositiva che risente dell'epica
orale (epiteti, ripetizioni). La lingua è il risultato di una stratificazione
di diversi dialetti. L'incertezza biografica e di attribuzione dei poemi fece
sorgere la questione omerica: gli ellenisti avanzarono la tesi di due poeti
distinti; G.B. Vico e F.A. Wolf sostennero che Omero non era mai esistito e
i due poemi erano una fusione di vari canti di rapsodi anonimi; nel secolo scorso
si affermò la tesi che i poemi erano canti sparsi riuniti da un «poeta-redattore»,
oppure nuclei originari via via arricchiti. Oggi si tende a vedere i due poemi
come opere di due diversi autori, che avrebbero rielaborato artisticamente la
materia tradizionale. Gli Inni omerici, la Batracomiomachia
(La Battaglia delle rane e dei topi, poemetto con intento parodistico),
il Margite (poemetto satirico) costituiscono la poesia detta pseudo-omerica.